Euristica della disponibilità e bias di conferma: perché è difficile il confronto costruttivo

Lo scambio di opinioni costruttivo è un’utopia?

 

Silvia Romano, la volontaria italiana che è stata sequestrata e tenuta prigioniera in Africa per quasi due anni è rientrata in Italia. E sui social si è scatenato l’inferno.

Chi è stato favorevole al pagamento del riscatto da parte del governo italiano è rimasto indignato dalle affermazioni di chi ha criticato questa scelta, tacciando poi la ragazza di immaturità e ingratitudine.

Nella sezione notizie di Facebook leggiamo con curiosità i post e i commenti che si susseguono.

La sensazione che abbiamo è sempre la stessa: tante discussioni inutili, animi che si accendono, ognuno cerca solo conferme alla propria idea originaria.
Raramente ne esce qualcosa di costruttivo, anzi, spesso le divisioni e i contrasti si acuiscono.

La vicenda di Silvia Romano è solo l’ultimo esempio.
Il meccanismo è sempre quello e si ripete con la stessa struttura da tifoserie calcistiche contrapposte, anche se gli argomenti cambiano.

Pro-vax che sminuscono e offendono i no-vax e viceversa, sostenitori del 5G che litigano con chi è contro il 5G.
E poi c’è il dibattito tra i favorevoli e contrari alle mascherine, tra quelli dell’informazione ufficiale e chi consulta canali alternativi.
C’è il sempreverde scontro tra i sostenitori dei diversi schieramenti politici.
L’elenco dei temi che dividono potrebbe continuare a lungo. Ed è normale che sia così. Siamo umani. E abbiamo punti di vista diversi.

Ma non si tratta solo di questo: sempre di più fioccano le etichette, i giudizi, e l’ascolto reciproco è ai minimi termini.

 
Euristiche e bias cognitivi: scorciatoie utili  e trappole mentali

 

La difficoltà nell’avere scambi di opinioni costruttivi risiede nel  modo di lavorare del nostro cervello che funziona per scorciatoie mentali.
Il più delle volte queste scorciatoie, dette euristiche, sono utili. Portano di solito a fare buone scelte con un notevole risparmio di energia per il nostro cervello.
Tuttavia c’è una percentuale di queste euristiche che ci conduce verso dei vicoli ciechi.
Ci conduce a conclusioni errate sul mondo che ci circonda, dando origine a dei pre giudizi. In gergo psicologico sono chiamati “bias cognitivi”.

Le euristiche e i bias sono stati studiati e approfonditi già negli anni 70 dagli psicologi  Daniel Kahneman e Amos Tversky.
Il loro libro libro
Judgment under Uncertainty: Heuristics and Biases (1974) ha dato il via alle scienze comportamentali. 

Abbiamo pubblicato un video su Youtube in cui ti spieghiamo quali sono le ragioni neurologiche ed evoluzionistiche che rendono così difficile avere un confronto costruttivo.

In particolare ti parliamo dell’euristica della disponibilità e del bias di conferma.
La loro combinazione rende arduo uno scambio di opinioni costruttivo.
Vogliamo darti strumenti di consapevolezza e soluzioni affinché tu possa affrontare tutte le tue prossime discussioni con gli occhi più aperti e con maggiori possibilità di cavarne qualcosa di buono.

 

Nello specifico nel video trovi:

 

  • Come il nostro cervello nel corso dell’evoluzione ha imparato a prendere le decisioni. Spesso queste per la maggior parte non abbiano niente a che fare con la logica
  • Cos’è l’euristica della disponibilità, come ti semplifica la vita e come ti fa prendere dei granchi
  • Che cosa sono il bias di conferma e il fenomeno della dissonanza cognitiva
  • Come gli algoritmi dei social network, primi tra tutti Facebook, sfruttino il bias di conferma, e perché lo scambio costruttivo di opinioni sia molto difficile
  • 4 soluzioni per uscire dalla ruota del criceto, e destreggiarti nelle discussioni col cervello acceso.

 

GUARDA IL VIDEO – Euristica della disponibilità e bias di conferma

 

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